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League of Legends, sfida i campioni e vinci

League of Legends conta oggi milioni di iscritti. Creato nel 2009, infatti, è in costante evoluzione. Un gioco di strategia avvincente, dove due squadre si affrontano, ciascuna con i suoi campioni, al fine di distruggere il nexus dell’avversario. Ogni squadra ha i suoi minion, dei servitori che aiutano i campioni, più minion si possiedono, più alte sono le possibilità di vincita. Incuriosito? Allora vediamo subito come si gioca e quali sono i trucchi per progredire più rapidamente.

League of legends, da dove si comincia

Innanzi tutto ti diciamo che si tratta di un gioco che richiede un minimo di attenzione, cioè, detto alla spicciola, ti i devi mettere perché le spiegazioni sono spesso lunghe e complesse. Fatta questa premessa, però, ti diciamo anche che ci si diverte tantissimo, purché non ti innervosisca, ma se è uno dei Moba più scaricati, qualcosa dovrà pur dire.

A livello strutturale il gioco è tutto sommato semplice, il suo fine ultimo è quello di arrivare dall’altra parte della mappa e distruggere il nexus avversario. Per farlo si deve sgomberare la strada che porta verso il nexus nemico, perché è disseminata di ostacoli. A bloccare il percorso sono strutture difensive, cioè torri e inibitori.

Le torri devono essere attaccate dai minion, per questo più se ne hanno, meglio è. C’è poi la giungla dove si trovano i mostri neutrali e le piante, se si uccidono queste unità, la squadra ottiene dei vantaggi importanti.

Cosa fare per giocare al meglio

Questi non sono veri e propri trucchi, ma dei consigli per aiutarti ad avanzare nel gioco. Ovviamente la frequenza con cui giochi fa la differenza, se non hai tempo non cominciare neanche, perderesti tutto il divertimento. Ci sono tanti tornei a cui prendere part, più ne fai più diventi forte.

Il gioco è in costante aggiornamento, ci sono sempre nuovi campioni, più di un centinaio, e questo ne fa un gioco di tattica e strategia davvero piacevole. La combinazione di rune, maestrie, campione fa la differenza, meglio avere almeno due campioni per ciascun ruolo, meglio conoscerai i campioni e le loro caratteristiche, più opportunità avrai di sfruttarli al meglio.

Ovviamente se sei tu il primo a scegliere, fallo con oculatezza perché chiaramente il to avversario farà la sua scelta in base alla tua, in modo da contrastarti. Una buona mossa è quella di scegliere un campione e poi scambiarlo all’interno del team, ingannando l’avversario.

L’allenamento fa molto, così come la comunicazione all’interno del team e, ovviamente, la strategia. Questo non è un game di sola forza.

Arrivare al gold senza troppa fatica

E ora vediamo di darti qualche dritta per arrivare più facilmente al gold. Tanto per cominciare scegli dei campioni semplici perché diversamente perderesti troppo tempo a imparare a conoscerli, meglio quelli con pochi skillshot, con questi è più semplice carriare. Se puoi picka il tuo main, a patto che abbia almeno un paio, meglio tre, campioni a disposizione.

Attento ai campioni che snowballano. Se ti prendono di mira e iniziano a killarti è finita, sarai il punto debole del tuo team. Se al contrario tu sei quello più forte, puoi andare nelle altre lane ad aiutare, killare in due è meglio che da soli.

Non essere egoista, lascia che killino anche i tuoi alleati. Un team coeso e affiatato è un primo passo verso la vittoria.

Punta all’obiettivo, quindi al nexus, delle volte meglio rinunciare a un’uccisione se si tratta di inseguire il nemico, distruggi invece la torre o il drago. Un trucco, infatti, è quello di prendere vantaggio globale e obiettivi.

Consigli tecnici

Infine, verifica di avere un’ottima connessione perché se è lenta rischi di perderti passaggi fondamentali o rischiare addirittura il ban se si perde la connessione. Inutile dirti se sei un gamer che la grafica fa il suo, così come la poltrona, tastiera e mouse, ma sicuramente questi aspetti li hai già messi in conto. E allora buona fortuna, ne serve tanta!

Il castello del Conte Dracula: Fortezza di Poenari

La Fortezza di Poenari anche nota col nome di Castello di Poenari, di cui oggi non restano che alcune rovine, è nota per essere stata la dimora di Vlad III dalla cui atrocità nacque la leggenda di Dracula. Il Castello di Dracula è un luogo davvero suggestivo in cui si può ammirare un paesaggio davvero indimenticabile.

Si tratta di una meta obbligata ed una delle attrazioni principali di tutta la Romania, specie per gli appassionati della leggenda di Dracula.

La storia del castello

La Fortezza o Castello di Poenari, sita nel comune di Arefu, in Romania, risale al XIII secolo e pare sia appartenuto alla famiglia Basarabidi, a cui apparteneva anche il famoso re impalatore, Vlad III.

Il principe Vlad III di Valacchia, impegnato nella lotta all’eresia, discendeva da Vlad II da cui ereditò l’attributo di figlio del diavolo o del drago.

Nel medioevo, il popolo turco veniva considerato dai cristiani come il nemico e il demonio da sconfiggere, per cui la Valacchia divenne il terreno di scontro nella lotta estenuante tra il bene e il male, tra cristiani e turchi.

Il principe Vlad III vissuto nel tardo medioevo divenne noto per la ferocia con cui torturava le sue vittime e oppositori impalandoli.

Pare che lo spietato principe rumeno avesse l’abitudine di impalare non solo i nemici turchi ma pure i ladri e gli infedeli.

La dimora del principe, che sorge lungo l’antico confine tra la Valacchia e la Transilvania a circa 850 metri d’altitudine, era il luogo in cui avvenivano queste atrocità, e venne poi denominata castello di Dracula, in riferimento al sangue che veniva versato dal principe che fu di ispirazione per il famoso personaggio di Dracula.

Inoltre, Vlad fu stato l’artefice del restauro del castello, per il cui rinnovamento sfruttò la manodopera dei suoi sudditi.

Secondo la leggenda, il castello divenuto la residenza reale di Vlad, nel 1462 cadde sotto l’assedio dei turchi comandati da suo fratello Radu, per cui Vlad Tepes per sfuggire agli ottomani, trovò rifugio nelle montagne circostanti mentre la moglie si gettò da una torre nel fiume sottostante, che per questo fu chiamato il “fiume della signora“.

Dopo la morte di Vlad, il castello di Dracula ritornò al suo originario stato di abbandono ed è attualmente visitabile, 2 volte al giorno, dopo aver salito circa 1500 scalini ed attraversato un sentiero boschivo.

Le origini di Dracula

La leggenda del conte Dracula è collegata alla figura del feroce principe Vlad l’impalatore, governatore della Valacchia, che lottava con i turchi in difesa dell’indipendenza dei principati romeni.

Per cui la visione classica del conte Dracula come re delle tenebre e del male, contrasta con la visione tradizionale rumena di un principe rumeno eroicamente morto nella sua lotta contro gli invasori.

Il principe Vlad il Dracul, noto per la ferocia con cui torturava e uccideva le sue vittime, ha ispirato la fantasia di numerosi romanzieri e registi.

È stato tale storico personaggio ad ispirare la storia di Dracula il vampiro e il celebre film di Bram Stoker.

Si tratta sicuramente del romanzo gotico più noto circa la figura del principe Vlad, in cui il conte diventa il “non morto” assetato di sangue.

Il regista irlandese ha trasformato con l’ausilio della sua brillante fantasia, il famoso principe impalatore rumeno, il re della Valacchia Vlad III in un vampiro sanguinario.

Nel film, il conte Dracula, sebbene non ci sia mai un chiaro riferimento a Vlad, è presentato come un uomo d’affari astuto, gentile e intelligente, che affascinava le sue vittime e nascondeva la sua natura crudele e tormentata.

I segreti degli egizi: i misteri che nasconde la civiltà nata sulle rive del Nilo

Quanto fascino e quanto mistero avvolge ancora ad oggi la civiltà degli antichi egizi: popolo di grande cultura e ingegno del quale ammiriamo gli imponenti templi e piramidi ma che sotto le sabbie d’Egitto, vi sono nascosti ancora numerosi segreti d’Egitto.

Abbiamo pertanto deciso di svelare alcuni di questi misteri al fine di ampliare la propria conoscenza di questo antico popolo soprattutto della loro cultura e di come si svolgeva la propria vita.

La stanza segreta

Solitamente ne esiste una in ogni film d’avventura che si rispetti, ma questa volta parliamo di pura realtà: tra i segreti d’Egitto che in molti ignorano vi è una stanza segreta, nascosta dietro ad una porta murata, anzi da quanto emerge da una ricerca eseguita dall’egittologo Nicholas Reeves, le stanze segrete sarebbero due all’interno della Valle dei Re a Luxor.

In pratica, queste sarebbero state sigillare più di 3.000 anni fa e Reeves riuscì a scoprire la loro esistenza per via di alcune piccole crepe poste sugli affreschi che decorano la camera dove è sepolto il faraone Tutankhamon morto improvvisamente giovanissimo all’età di 18 anni.

Ci si chiede dunque, cosa si potrebbe nascondere dietro a questa porta visto e considerato che la temperatura tende ad aumentare o a diminuire a seconda del punto in cui viene misurata.

Secondo Reeves, si nasconde la tomba della madre del faraone, la regina Nefertiti, anche se le indagini condotte nel 2018, hanno smontato questa ipotesi.

 

I misteri della mummia urlatrice

Alcuni esperti l’hanno trovata in un luogo segreto insieme a ben 40 faraoni imbalsamati.

Si tratta di un uomo avvolto tutto quanto in pelle di pecora e deposto in un sarcofago non decorato come se qualcuno avesse voluto nasconderne il corpo in un modo quasi trascurato e veloce.

L’aspetto più inquietante e come l’hanno trovato: la bocca era tutta spalancata e si ipotizza che abbia bevuto del veleno e gli sia rimasto impresso sul viso una smorfia di dolore.

Ci si chiede ovviamente chi fosse quest’uomo.

Secondo un team di ricercatori che hanno provato a ricostruire l’immagine del volto in modo virtuale si ipotizza sia il figlio del faraone Ramses III, il principe Pentawere, punito per aver congiurato contro il padre per prenderne il posto.

Costretto al suicidio, il principe avrebbe assunto il veleno.

Dove è stata sepolta l’ultima regina d’Egitto, ovvero Cleopatra

Si narra che la regina Cleopatra, prima di morire, avesse chiesto un favore ad Ottaviano il suo più acerrimo nemico, ovvero seppellirla insieme a Marco Antonio, suo marito, una volta morta.

La regina si lasciò mordere da un serpente velenoso, morì nel 30 a.C. e secondo alcuni reperti archeologici pare che Ottaviano abbia mantenuto la sua promessa.

Nessuno però sa dove si trovi il suo corpo, sono state avanzate alcune ipotesi ma senza trovare un riscontro positivo, alcuni studiosi ancora oggi continuano le ricerche ma non si ha in mano alcuna prova tangibile.

 Come hanno fatto a costruire le piramidi

Prendendo in considerazione la piramide di Cheope, da quanto emerge da alcune ricerche pare che gli egiziani abbiano impiegato ben 20 anni per riuscire nell’intento finale.

Venne costruita più di 4 mila anni fa, ma la domanda è: come sono riusciti a realizzarla se non c’erano i mezzi a disposizione come oggi.

Secondo le ipotesi più tangibili pare che abbiano utilizzato delle rampe inclinate e una macchina di legno, il che potrebbe spiegare perché abbiano impiegato più di 20 anni nel costruirla.

Gaming trend 2021: quali sono i trend del settore gaming nel 2021

Le restrizioni imposte dalla pandemia globale da Coronavirus hanno mutato ogni settore della vita di ognuno compreso quello dell’intrattenimento.

Dato che il Coronavirus e le relative normative ad esso collegate hanno costretto tutti a restare molto tempo a casa, è aumentato l’interesse e l’acquisito di videogiochi.

Dai dati riportati dall’associazione di categoria dell’industria dei videogiochi, IIDEA, il settore dei videogiochi in Italia ha fatto registrare un incremento del 20%, inoltre il tempo dedicato ai videogames per Pc e console è quasi raddoppiato.

Videogames e Coronavirus: come combattere l’isolamento

È noto che molti videogiochi sono diventati delle piattaforme che favoriscono l’incontro e la collaborazione tra i giocatori.

A tal riguardo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità in collaborazione con alcune società del settore gaming, hanno promosso nei mesi scorsi l’iniziativa #PlayApartTogether, per invitare tutti a trascorrere il tempo di pandemia a casa giocando on line.

Molti brand del settore gaming hanno dato il loro sostegno donando dollari e dispositivi di protezione a sostegno della gestione della pandemia.

La campagna lanciata da Xbox “support a hero, stay at home”, ha voluto premiare il tempo passato sulla console, trasformando i reward in vere donazioni per coloro che lottano in prima linea nell’emergenza coronavirus.

Inoltre, è stata sviluppata una moderna app che si chiama “Gamindo” che consente di fare delle donazioni semplicemente giocando dal proprio smartphone.

Durante la quarantena e nella successiva fase di restrizione, si è assistito ad un boom di acquisiti legati al mondo dei videogiochi.

Secondo dei dati statistici il traffico sui siti di streaming, siti dedicati ai gaming e le app di videogiochi è di molto aumentato.

Si è verificato un forte incremento sia della vendita di accessori per il gaming che in generale di tutta l’elettronica di consumo.

Dai dati resi noti da uno studio, condotto nei mesi scorsi dagli analisti di settore NewZoo, i ricavi mondiali dell’industria dei videogiochi sono destinati a salire del 9,3%.

Tutto ciò sottolinea come questo mercato sia destinato a sopravvivere alla crisi economica del periodo, proprio perché molti videogiochi possono essere acquistati anche online.

Inoltre, quello dei videogiochi, è un settore in grado di adeguarsi alle più moderne tecnologie per cui capace di adattarsi ad ogni crisi.

I videogiochi per combattere l’isolamento sociale

A questo punto, va sottolineato che l’emergenza sanitaria indotta dal Covid-19, ha provocato non pochi problemi emotivi dovuti proprio all’isolamento che ci si è ritrovati a vivere.

Risulta pertanto chiaro come, per evitare in qualche modo il senso di disagio dovuto all’isolamento sociale, i videogiochi rappresentino un modo per socializzare in totale sicurezza.

Le comunità dei player sono, infatti, un’ottima alternativa all’isolamento sociale.

In un ambiente virtuale è possibile incontrare i propri amici e compagni di scuola, in modo da continuare a coltivare le proprie relazioni sociali.

Inoltre, alcuni studi hanno rivelato come attraverso il gaming, è possibile imparare a rispettare il proprio turno di gioco, a collaborare con gli altri e a gestire meglio ansia e stress.

In espansione vi sono anche gli e-sport, che si possono giocare da soli o in squadre, cimentandosi in veri e propri tornei: tra i più gettonati vi sono quelli per gli appassionati di calcio, di guerra o fantasy.

Oltre a mantenere sempre allenata la mente, con giochi creativi e di gruppo, si può allenare il corpo soprattutto in tempi di restrizioni anti covid.

Esistono diversi videogiochi fitness che sono dei validi alleati per sconfiggere la sedentarietà e fare allenamento.

I moderni videogiochi fitness, disponibili nelle console X Box, Wii, Nintendo Switch e PlayStation, permettono di ballare, svolgere sport e correre, garantendo esercizio fisico e divertimento.

Va però detto che se da un lato i videogiochi rappresentano un ottimo rimedio contro l’isolamento sociale, alcuni studiosi affermano che giocare troppo può provocare dei disturbi psicofisici, e una forma di dipendenza nota col nome di “Internet gaming disorder“.

Come si divertono i giovani d’oggi al tempo del coronavirus?

Le esperienze vissute in questo 2020 rimarranno indelebili nel cuore e nella mente di ognuno di noi. Tutti ricordiamo i fatti accaduti a causa di questo festeggiamenti -19 : strade vuote Covid, feretri trasportati dai camion dall’esercito italiano, privarsi dell’affetto delle persone care, anche se non sono mancati di solidarietà come canti e gestimenti sul balcone. L’Italia è stato uno dei primi Paesi ad essere stato colpito dalla pandemia , molte sono state le restrizioni soprattutto quelle di carattere relazionale, e purtroppo a causa della curva dei contagi che continua ad essere alta tutt’ora, occorrenteGli spostamenti più possibili si limitano a limitare, e i giovani si limitano a limitare più soli e stanno nuovi modi di divertirsi per il tempo.

Ebbene, secondo alcune recenti pare che i giovani d’oggi per ritrovarsi e tornare a divertirsi insieme hanno pensato bene di prendere in affitto una casa vacanza in campagna a prezzi bassi , e non solo, ma a quanto pare c’è anche chi ha pensato a una soluzione per lavorare tranquillamente in modalità smart-working in un ambiente confortevole e rilassante.

Con coronavirus sembra che questa scelta sia stata la migliore sotto ogni punto di vista e infatti l’interesse sta aumentando sempre di più non solo tra i giovani anche tra gli stranieri che desiderano un posto molto tranquillo dove svolgere la propria attività lavorativa.

Il tram, tram della città genera ansia e senso di inquietudine, per questa ragione a volte staccare la mente dalla solita routine può rappresentare una valida ed efficace soluzione.

Perché prendere in considerazione la casa vacanza in campagna

Le motivazioni possono essere tante e variegate, sicuramente si tratta di un luogo molto tranquillo dove è anche possibile immergersi nella natura e rilassare la mente per ossigenarla, ma anche il fatto di essere indipendenti (per chi decide di andare ad abitare da solo) è un ‘altra spinge che molti giovani di oggi a fare tale scelta.

Secondo studi recenti pare che, più tempo si passa in campagna e di conseguenza più felici si diventa.

Ciò è dovuto alla presenza di un comune batterio che si trova nei campi che funge da antidepressivo e favorisce l’ ormone del buonumore.

Tuttavia, c’è anche chi prende in considerazione la casa vacanza in campagna per divertirsi con gli amici e trascorrere delle serate in serenità.

 

Casa vacanza in campagna: un ottimo compromesso

I ragazzi hanno un forte bisogno di confrontarsi tra di loro, di vivere esperienze ed emozioni di cui sono stati privati ​​totalmente durante l’emergenza del covid -19.

Purtroppo, la loro voglia di libertà che negli ultimi mesi è stata repressa li ha portati a gestire il rapporto con gli altri in un modo più corretto al fine di arginare il più possibile i contagi.

Molte volte abbiamo letto sui giornali di notizie di assembramenti e l’accusa è stata rivolta in principale modo ai ragazzi.

Anche durante l’emergenza sono stati i primi ad essere accusati di superficialità .

Il discorso non vale per tutti, c’è chi dispone di un forte senso di responsabilità e chi no, infatti i dati parlano chiaro: al tempo del coronavirus molti giovani per divertirsi anziché andare in luoghi pubblici o nei locali si riuniscono in qualche casa vacanza in campagna per trascorre momenti di relax e limitano il più possibile l’interazione con gli altri.

Escape room, cos’è e come funziona

Quante volte, avrete sentito parlare dell’Escape room, o avete ascoltato i racconti di chi vi ha partecipato.

Stiamo parlando di un gioco che, negli ultimi anni ha riscosso enorme successo nel nostro paese e che ha entusiasmato grandi e piccini.

Tuttavia, molti ancora hanno ben chiaro il suo funzionamento e di come si svolge il gioco, ecco perché abbiamo ideato questo post per portarvi alla scoperta di questa divertente forma di intrattenimento live e magari partecipare con maggiore entusiasmo, qualora si presentasse la giusta occasione.

Escape room cos’è

Come abbiamo anticipato in precedenza, l’Escape room è un’attività di gioco piuttosto divertente perché la finalità è quella di scoprire la storia della stanza nella quale ci si trova, risolvendo ogni enigma presente all’interno di essa.

In pratica, i partecipanti verranno rinchiusi in una camera e dovranno interagire con ogni oggetto che si presenta al fine di arrivare piano, piano alla soluzione.

Ci si potrà imbattere dunque, nel confrontare i vari oggetti e combinarli assieme, oppure si dovrà riuscire a reperire alcune chiavi per aprire lucchetti e scoprire alcuni passaggi segreti: in alcuni casi si potrà interagire anche con degli attori oppure con delle comparse, insomma possiamo assicurare che il divertimento sarà garantito al 100%, di sicuro non ci si annoierà.

Escape room: chi può partecipare

Visto e considerato che si tratta di una tipologia di gioco che non prevede una conoscenza specifica, può partecipare chiunque: sia gruppi di amici, che famiglie intere, oppure giovani o addirittura aziende al fine di incrementare e migliorare l’interazione tra i vari dipendenti.

Il punto di forza è il gioco di squadra.

Per poter giungere alla soluzione, la collaborazione tra i vari membri si rivela di fondamentale importanza.

Il minimo numero di partecipanti è di due persone ma se si vogliono coinvolgere più membri allora si potrà raggiungere la soglia massima di otto giocatori.

Il tempo a disposizione è generalmente di 60 minuti per trovare la via d’uscita, ma ci sono alcuni casi che potrebbe richiedere un tempo maggiore come un’ora e mezza o addirittura due ore, ma in entrambe le situazioni parliamo di una Escape room dalle dimensioni piuttosto ampie in cui le difficoltà possono essere maggiori.

Gli enigmi da risolvere

Ovviamente, va sottolineato che, non tutte le room sono uguali per cui la scenografia cambia in base all’azienda a cui ci si rivolge, solitamente una buona ambientazione deve essere caratterizzata da immagini scenografiche di forte impatto suggestivo.

Ritornando ai vari enigmi da risolvere, ce ne sono di ogni tipo:

  • problemi logici,
  • matematici,
  • puzzle,
  • giochi sonori,
  • di luce,

Ogni gioco è a sé stante, una volta risolto il primo, il giocatore potrà accedere al prossimo finché non arriva alla soluzione, ovvero uscire dalla stanza.

Se il tempo massimo di gioco è di 60 minuti ma i giocatori non sono riusciti a perseguire l’obiettivo, i controllori del gioco potrebbero decidere di inviare dei piccoli suggerimenti.

In alcune sessioni di gioco questo piccolo “aiuto” potrebbe comportare una riduzione del punteggio finale.

Alla fine del gioco, una volta usciti dalla stanza, non si vince alcun premio, ma in genere viene scattata una foto ricordo con una scritta simpatica che indica che si è riusciti a risolvere il mistero.

Scopo dell’Escape room è infatti quello di far divertire i giocatori e prendere consapevolezza delle loro capacità e divertirsi tutti assieme.