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Gioco del solitario, dai tavoli al web

Quante volte ti sei trovato da solo, magari nei caldi pomeriggi estivi in veranda, o in spiaggia, quando dovevano passare le fatidiche tre ore prima di fare il bagno dopo pranzo, a giocare da solo con le carte? Ebbene, il gioco del solitario, che a dire il vero include molte tipologie di gioco, è uno dei più diffusi. Scopriamone assieme la storia e la sua evoluzione nel tempo.

Il gioco del solitario, le origini

Il solitario, come abbiamo detto, è un gioco davvero molto diffuso. La sua vera origine si perde nella notte dei tempi, ancora non si hanno certezze, una tesi accreditata è che possa essere nato dall’uso dei tarocchi, le carte che si utilizzano per leggere il futuro. A dare adito a tale possibilità è la posizione, molto simile, delle carte, ma nulla è certo.

Quello che invece è certo, è che verso la fine del XVIII secolo troviamo dei riferimenti al gioco del solitario nei paesi del nord Europa e nel XIX secolo in Francia. Un aneddoto carino è quello che vede Napoleone Bonaparte, ormai in esilio nell’isola di Sant’Elena, che gioca al solitario per far trascorrere il suo lunghissimo tempo.

Ci sono tanti indizi che ci fanno capire come questo gioco fosse in uso e si fosse diffuso in Francia, a partire dall’etimologia di diverse parole del linguaggio delle carte riferito al solitario, che ci riconducono, per l’appunto, in Francia.

Possiamo anche provare a immaginare il perché di tale successo: spesso, nelle attese, o nei turni di guardia ai prigionieri, perfino nelle taverne, era l’unico passatempo a costo zero, del resto, radio, televisione e web dovevano attender ancora molti anni prima di fare la loro comparsa.

L’evoluzione del solitario

Come abbiamo detto, ci sono tantissimi tipi di solitario, ogni gioco ha un suo specifico scopo: c’è quello dove si pongono tutte le carte in fila, su diverse file, e dove bisogna, seguendo determinate regole, riuscire a girarle tutte prima che escano i re. Ci sono altri dove si devono disporre in un certo ordine formando una sorta di scala divisa per semi, ed è proprio questo che ha avuto più fortuna sul web.

Sì, perché l’evoluzione naturale di questo gioco è stata quella di sbarcare proprio sul web, oggi anche su tablet e smartphone.

Il motivo è molto semplice: a differenza di altri giochi di solitario, quello delle carte non richiede particolari abilità, giusto un po’ di fortuna e qualche ragionamento. Era ancora l’epoca dell’MS-DOS, chi ha qualche annetto lo ricorderà sicuramente. I giochi, al tempo, non erano molti e con delle grafiche che oggi i ragazzi troverebbero orrende.

Non solo, erano giochi che si basavano prevalentemente su test e che potevano essere svolti da un unico giocatore. Il Solitaire Royale, di Brad Fregger, lanciato allora dalla Spectrum, fu il primo gioco di carte solitario commerciale, poteva essere giocato sia su PC, con linguaggio MS-DOS, che su Macintosh e si poteva scegliere tra 8 varianti. Fu un successo.

Pochi anni più tardi giunse una versione di ben 105 tipologie di solitario diverse, era quella della QQP, il Solitaire’s Journey, nel 1992, il gioco era arricchito dalle missioni che consentivano di guadagnare punti extra.

A fare il botto, però, fu il solitario della Microsoft Windows, comparso per la prima volta nel 1990, era la versione di Windows 3.0, e in seguito quella di Windows 95 dove il gioco si chiamo FreeCell. Con Microsoft XP, ancora oggi rimpianto da molti, giunse la versione di Spider Solitario.

Dove possiamo giocare oggi

Inutile dire che la tecnologia di oggi ha fatto passi da gigante rispetto agli anni ’90. La grafica è sempre più realistica e anche le opzioni a disposizione sono molte di più. Ci sono diversi portali dove si può giocare al solitario online, ma quello che ti consigliamo noi, solitario-online.it, ti permette di giocare quanto vuoi in modo completamente gratuito, non solo da pc, ma anche da smartphone e tablet, con una grafica impeccabile.

Non occorre nemmeno registrarsi, né lasciare il tuo indirizzo mail, da molti portali è invece richiesto per poi inviarti una valanga di notifiche e pubblicità. Sei pronto a giocare? Allora inizia una sfida con te stesso e scegli il solitario che preferisci.

I segreti degli egizi: i misteri che nasconde la civiltà nata sulle rive del Nilo

Quanto fascino e quanto mistero avvolge ancora ad oggi la civiltà degli antichi egizi: popolo di grande cultura e ingegno del quale ammiriamo gli imponenti templi e piramidi ma che sotto le sabbie d’Egitto, vi sono nascosti ancora numerosi segreti d’Egitto.

Abbiamo pertanto deciso di svelare alcuni di questi misteri al fine di ampliare la propria conoscenza di questo antico popolo soprattutto della loro cultura e di come si svolgeva la propria vita.

La stanza segreta

Solitamente ne esiste una in ogni film d’avventura che si rispetti, ma questa volta parliamo di pura realtà: tra i segreti d’Egitto che in molti ignorano vi è una stanza segreta, nascosta dietro ad una porta murata, anzi da quanto emerge da una ricerca eseguita dall’egittologo Nicholas Reeves, le stanze segrete sarebbero due all’interno della Valle dei Re a Luxor.

In pratica, queste sarebbero state sigillare più di 3.000 anni fa e Reeves riuscì a scoprire la loro esistenza per via di alcune piccole crepe poste sugli affreschi che decorano la camera dove è sepolto il faraone Tutankhamon morto improvvisamente giovanissimo all’età di 18 anni.

Ci si chiede dunque, cosa si potrebbe nascondere dietro a questa porta visto e considerato che la temperatura tende ad aumentare o a diminuire a seconda del punto in cui viene misurata.

Secondo Reeves, si nasconde la tomba della madre del faraone, la regina Nefertiti, anche se le indagini condotte nel 2018, hanno smontato questa ipotesi.

 

I misteri della mummia urlatrice

Alcuni esperti l’hanno trovata in un luogo segreto insieme a ben 40 faraoni imbalsamati.

Si tratta di un uomo avvolto tutto quanto in pelle di pecora e deposto in un sarcofago non decorato come se qualcuno avesse voluto nasconderne il corpo in un modo quasi trascurato e veloce.

L’aspetto più inquietante e come l’hanno trovato: la bocca era tutta spalancata e si ipotizza che abbia bevuto del veleno e gli sia rimasto impresso sul viso una smorfia di dolore.

Ci si chiede ovviamente chi fosse quest’uomo.

Secondo un team di ricercatori che hanno provato a ricostruire l’immagine del volto in modo virtuale si ipotizza sia il figlio del faraone Ramses III, il principe Pentawere, punito per aver congiurato contro il padre per prenderne il posto.

Costretto al suicidio, il principe avrebbe assunto il veleno.

Dove è stata sepolta l’ultima regina d’Egitto, ovvero Cleopatra

Si narra che la regina Cleopatra, prima di morire, avesse chiesto un favore ad Ottaviano il suo più acerrimo nemico, ovvero seppellirla insieme a Marco Antonio, suo marito, una volta morta.

La regina si lasciò mordere da un serpente velenoso, morì nel 30 a.C. e secondo alcuni reperti archeologici pare che Ottaviano abbia mantenuto la sua promessa.

Nessuno però sa dove si trovi il suo corpo, sono state avanzate alcune ipotesi ma senza trovare un riscontro positivo, alcuni studiosi ancora oggi continuano le ricerche ma non si ha in mano alcuna prova tangibile.

 Come hanno fatto a costruire le piramidi

Prendendo in considerazione la piramide di Cheope, da quanto emerge da alcune ricerche pare che gli egiziani abbiano impiegato ben 20 anni per riuscire nell’intento finale.

Venne costruita più di 4 mila anni fa, ma la domanda è: come sono riusciti a realizzarla se non c’erano i mezzi a disposizione come oggi.

Secondo le ipotesi più tangibili pare che abbiano utilizzato delle rampe inclinate e una macchina di legno, il che potrebbe spiegare perché abbiano impiegato più di 20 anni nel costruirla.